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Primo round di America’s Cup, Luna Rossa tiene testa a New Zealand

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È andata in scena nelle primissime ore del 10 Marzo il primo Round della finale di America’s Cup 2021, tra il Team New Zealand, i defender di questa edizione, campioni in carica della competizione stessa, e quello Italiano Luna rossa, che ha guadagnato il titolo di challenger avendo vinto la Prada Cup lo scorso 21 Febbraio. Gli italiani sono riusciti a tenere testa ai rivali, che dopo aver vinto la prima regata di giornata hanno dovuto concedere la seconda.

Che cos’è e quali sono le regole fondamentali dell’America’s Cup

Prima di andare ad analizzare come è andato questo primo round della finale di America’s Cup, facciamo chiarezza in poche righe su cos’è questa competizione e sulle sue regole fondamentali. L’America’s Cup è il trofeo più importante nello sport della vela, nonché la competizione sportiva più antica per la quale si gareggia ancora (la prima edizione si tenne infatti nel 1851).  Ad affrontarsi in questa competizione sono sempre due team: I defender, i campioni in carica, e i challenger, gli sfidanti. Il team Luna Rossa ha acquisito quest’anno il titolo di challenger vincendo la Prada Cup, battendo in finale il team inglese Ineos. Si gareggerà al meglio delle 13 regate, per cui il primo team che ne vincerà 7 si porterà a casa la così detta Coppa delle 100 ghinee. A partire dal 10 Marzo si terrà un round (comprensivo di due regate) ogni giorno (11 Marzo escluso, unico giorno di riposo), fino a quando uno dei due team conquisterà la settima vittoria. Luna Rossa e Team New Zealand dovranno percorrere ogni regata una lunghezza compresa tra le 1,5 e le 2 miglia nautiche circa (quindi tra 2,4 km e 3 km circa), stando attente a non oltrepassare i limiti laterali, la cui larghezza varia dalle 0,5 alle 0,8 miglia nautiche circa (da 0,9 km a 1,5 km circa). Se ciò dovesse capitare, il team responsabile dell’irregolarità sarebbe sottoposto ad una penalizzazione. Ovviamente in una competizione di vela, il vento assume un ruolo fondamentale. Infatti per gareggiare quest’ultimo dovrà essere compreso tra i 6,5 e i 23 nodi. Altro aspetto importante da chiarire è quello relativo alle boe. Esse sono quattro, due da un lato e due dall’altro del percorso, e devono essere superate passando per l’interno. Le barche utilizzate quest’anno sono yacht di classe AC75, ed ospiteranno entrambe 11 uomini a bordo. Le regate che assegneranno l’American’s Cup si terranno tra le acque di Auckland, in Nuova Zelanda, che fecero da teatro anche al successo di Luna Rossa in finale di Prada Cup.

 

Luna Rossa mentre naviga le acque neozelandesi

 

Il Primo Round

La cosa più importante da sottolineare al termine del primo round della 36esima edizione dell’American’s Cup, è che la grande differenza di velocità che ci sarebbe dovuta essere tra le due imbarcazioni non si è riscontrata. Luna rossa ha tenuto testa fin da subito a Te Rehutai (nome della barca neozelandese), tanto che al termine della prima regata, uno dei timonieri del team italiano, Francesco Bruni, ha dichiarato come le due barche gli fossero sembrate molto simili, e di come si aspetti regate entusiasmanti da qui al termine della competizione. Il primo Match Race è stato segnato dal controllo dei neozelandesi, che subito dopo aver preso il comando della gara, sono riusciti a stare davanti e con un vantaggio di metri importante, culminato dai 31 secondi finali che hanno separato l’arrivo al traguardo di Te Rehutai da quello di Luna Rossa. All’apparenza una regata senza storia, ma la deviazione di Luna Rossa subito dopo la partenza, fatta per evitare l’imbarcazione rivale, ha penalizzato molto la gara degli italiani. A portare ottimismo infatti non è stato il risultato, quanto la rilevazione della velocità lungo il percorso, che come dicevamo, ha spazzato via le voci sulle differenze considerevoli tra le due imbarcazioni. Il secondo Match Race è stata la prova di ciò. Luna rossa è riuscita a partire meglio di Te Ruthai, per poi vincere il duello di virate con i neozelandesi, senza sbagliare mai manovra, concludendo la regata con 8 secondi di vantaggio. Successo storico sia per il team Luna Rossa, che porta a casa la prima regata in finale di America’s Cup, sia per uno dei due timonieri del team italiano, Jimmy Spithill, che diventa l’uomo ad aver vinto più regate nella storia della Coppa delle 100 ghinee.

 

Il team Luna Rossa al completo al termine del primo round

 

Questo primo atto della finale è stato fondamentale per capire il reale stato dei due yatch, che come abbiamo detto sono apparsi molto simili tra loro, ma è stato ancor più importante per ciò che lascia presagire sul potenziale di Luna Rossa. Le due regate sono state infatti realizzate con un vento favorevole alla configurazione di Te Ruthai, ma nonostante questo piccolo svantaggio gli italiani hanno portato a casa la seconda regata. Max Sirena, skipper e team director di Luna Rossa, a fine giornata ha riassunto questi che sono i punti cruciali sul quale il suo team può avvalersi per sognare l’impresa, aggiungendo anche come siano stati commessi errori in gara, che hanno penalizzato la performance dei suoi e come quindi quest’ultima possa essere ulteriormente migliorata.

 

Tifosi italiani presenti anche in Nuova Zelanda

 

Le basi per fare bene, e non solo come semplice comparsa in American’s Cup, ci sono. Il team si dice unito e affiatato, i dati indicano come la barca non abbia nulla da inviare a Te Ruthai, ma soprattutto c’è una grandissima motivazione ad onorare l’impegno, testimoniabile dalla lucidità di tutto l’equipaggio nel saper gestire l’emozione di un appuntamento così importante. Adesso non ci rimane altro che aspettare i prossimi round, a partire dal secondo, che si terrà la notte tra l’11 e il 12 Marzo, per vedere se il primo successo italiano in America’s Cup sia una semplice utopia o un sogno che può essere concretamente realizzato.

 

Fonte foto: lunarossachallenge.com

 

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