Video City & Style

Io amo l’Italia

A cura di Leonardo Battisti (Progetto Alternanza Scuola Lavoro)

202

Io amo l’Italia. Nella mia vita ho studiato molto, mi sono sempre impegnato nello studio e ho sempre svolto i miei doveri, mi sono laureato in poco tempo con il massimo dei voti e ho svolto un master in Germania. Io parlo tre lingue, leggo molto e so usare molto bene il computer. Io amo il mio Paese, anche se già dalle superiori, osservavo che i miei compagni ricchi di famiglia avevano sempre i voti più alti, ed ho anche osservato il sorriso che il commissario d’esame fece alla fine del quinto anno al mio compagno Giulio figlio del giudice Fernando. Io amo il mio Paese, anche se ogni volta che m’incamminavo per andare a scuola osservavo scritte oscene su reperti romani lasciati a marcire, le strade piene di rifiuti, con buche che dopo cinque anni conoscevo a memoria. Io amo l’Italia, anche se all’università notavo che Giulio, il figlio del giudice Fernando, non presentandosi mai a lezione aveva sempre il voto massimo in ogni esame, e notai anche che nell’unico esame che aveva fallito era stato giudicato dal professor Paulucci, ora trasferito a Caserta. Io amo l’Italia, anche se osservando il resto del mondo noto che lì le strade sono tutte pulite, le buche sono riparate dopo una settimana e ogni studente e lavoratore è giudicato unicamente per le sue qualità e per il suo impegno. Io amo l’Italia, anche se in un anno non ho trovato un lavoro che mi offrisse un modo per pagare l’affitto della casa, in molti casi un lavoro mi è stato negato, troppo giovane, ti serve esperienza, hanno detto. Però Giulio, il figlio del giudice Fernando, appena finita l’università ha subito trovato lavoro in magistratura e, pensate un po’, è stato così intelligente da non dover neppure studiare per l’esame. Io amo l’Italia, anche se ora sono architetto in Germania, possiedo una casa mia e una famiglia, in ogni caso la pizza è più buona in Italia…