Video City & Style

La castrazione chimica: pro e contro

0 59

La castrazione chimica è una terapia antagonista dell’ormone maschile. Consiste nella somministrazione di ormoni che inibiscono la produzione ed il rilascio in circolo del testosterone da parte dei testicoli,così da influire sulla funzionalità sessuale dell’uomo.

Attualmente è praticata in molti paesi dell’Europa del Nord (dove è prevista come un’opzione piuttosto che una pena), in otto stati statunitensi, in Argentina, Australia, Nuova Zelanda e Israele.

Si parla ancora di questo trattamento poiché viene detto dal ministro Matteo Salvini “unica soluzione” per punire i colpevoli di reati a sfondo sessuale, ovvero coloro che hanno commesso un crimine come lo stupro e la pedofilia.

Una presa di posizione che nasce dopo l’arresto di due esponenti del partito CasaPound, i quali hanno violentato una donna di trentasei anni in provincia di Viterbo.

Stando ai risultati delle firme raccolte o dei sondaggi, sarebbe condivisa da sei italiani su dieci; e non solo, infatti c’è anche chi dice di preferire addirittura la castrazione totale, per risolvere la questione alla radice.

La somministrazione non sarebbe obbligatoria, poiché il ministro ha proposto di modificare l’articolo 165 del codice penale, prevedendo la possibilità di ottenere una sospensione condizionale della pena, a patto che il condannato si sottoponga a trattamenti farmacologici inibitori della libido, ma volontaria, tramite consenso informato.

Ma la castrazione chimica è davvero un trattamento che potrebbe aiutare il condannato?

Molti politici, tra cui il ministro Luigi Di Maio, si sono espressi assolutamente contro tale “punizione”, poiché credono si debba cercare di risolvere il disagio mentale degli imputati alla radice, ed inoltre la castrazione chimica potrebbe aumentare il rischio di osteoporosi e malattie cardiovascolari.

Difatti, la violenza sessuale non è quasi mai soddisfazione di un impellente bisogno fisiologico, ma spesso trae soddisfazione dall’esercizio del potere, della forza, dell’umiliazione e del controllo della vittima.

A tal proposito, è chiaro che la demenza degli aggressori sia prettamente dovuta dal loro problema psicologico, e che, la castrazione chimica difficilmente inciderebbe sulla malattia dell’assalitore.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Note dopo il form dei commenti