Video City & Style

Matera, Cuore europeo della cultura

“Da Matera può mai venire qualcosa di buono?”. Così avrebbe esclamato Natanaele, personaggio del Vangelo di Giovanni, riflettendo sulla candidatura della “città dei sassi” a capitale europea della cultura 2019. Altri tempi, altri luoghi, un paragone troppo scomodo con Nazareth, la città di Gesù. Tuttavia, il significato che con le giuste proporzioni, possiamo ricavarne oggi, è la possibilità per una piccola cittadina del Meridione di diventare il centro culturale di un continente intero.

0 157

Fu la denuncia dello scrittore Carlo Levi nel libro “Cristo si è fermato ad Eboli” (1945) a portare Matera al centro dell’attenzione nazionale. Da qui la politica iniziò ad interessarsi a questa città lucana estremamente povera ed arretrata. Quando Togliatti, leader del Partito Comunista Italiano, visitò Matera (1948) definì i Sassi, un complesso di Case Grotta scavate nella montagna, “Vergogna nazionale” a causa delle malsane  condizioni in cui vivevano gli abitanti. Nel 1952 il Presidente del Consiglio De Gasperi firmò la Legge Speciale per lo sfollamento dei Sassi e la costruzione di nuovi rioni dove la popolazione evacuata avrebbe dovuto trasferirsi.

Abbandonata per oltre trent’anni, Matera, a partire dagli anni ’80, ha saputo cambiare, innovarsi ed investire sulla cultura e sul territorio. I Sassi, riconosciuti nel 1993 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, fanno di Matera una delle città, tuttora abitate, più antiche al mondo.

Il 19 gennaio scorso si è svolta la cerimonia d’apertura di “Matera Capitale della Cultura per il 2019”, designazione arrivata nel 2014 insieme alla città bulgara di Plovdiv. Nel suo discorso, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito la cultura stessa tessuto connettivo della civiltà europea in quanto l’essere europei fa parte dell’identità nazionale. Ha, inoltre, ricordato quanto abbiano dato all’Europa luoghi affascinanti e straordinari come Matera, che, per aver saputo dar valore alle sue origini, sarà, per quest’anno, immagine dell’Europa e del Mezzogiorno d’Italia, che vuole progredire e crescere.

L’auspicio del Presidente è di sfruttare il potere della cultura per la coesione sociale ed il benessere, concetto ribadito anche da Gigi Proietti, conduttore d’eccezione della serata, che ha invitato ad una “globalizzazione delle culture” per un’Europa diversa e nuova.

Una pioggia battente ha accompagnato la serata mentre sul palco si alternavano tra gli altri l’attore e regista lucano Rocco Papaleo, il pianista Stefano Bollani e la cantante Skin, leader degli Skunk Anansie.

La cerimonia d’apertura è stata una straordinaria festa con più di 2000 musicisti appartenenti alle 131 Bande lucane e a Bande di tutta Europa che, durante tutta la giornata, hanno fatto risuonare la loro musica per le vie della città.

Al calar del sole lo spettacolo naturale più emozionante con il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso che, grazie a migliaia di lumini, hanno trasformato Matera in un cielo stellato.

Questo è solo l’inizio di 48 settimane di festa per l’Europa ma soprattutto per Matera. Oggi cuore europeo della cultura, è stata la prima città del Mezzogiorno ad insorgere contro l’occupazione nazista ricevendo nel 2016 la Medaglia d’oro al valor civile. Il motto latino sullo stemma: Bos Lassus Firmius Figit Pedem, traducibile con “il bue stanco affonda la zampa più fermamente”, che sta ad indicare come un popolo pacifico ma stanco dei soprusi possa ribellarsi al giogo. Matera che, dal buio di “città sotterranea” ha saputo riemergere, risplende ora con la sua luce diventando speranza d’Europa.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Note dopo il form dei commenti