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SOCIAL, TRA SFIDE E OPPORTUNITÀ

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È una tecnologia al servizio della società quella che, in un periodo così difficile, ci aiuta a stare vicini donando una parvenza di normalità a questa dolorosa situazione.

“Panta rei” – tutto scorre – ed anche il Coronavirus verrà presto spazzato via se tutti faremo la nostra parte in una società che, modificando le proprie abitudini, si rinnova. Sembra assurdo pensare come cambino in fretta le cose: prima eravamo costretti a passare la maggior parte del nostro tempo fuori casa per i più svariati motivi, a stretto contatto con gli altri che, talvolta, percepivamo come ostacoli, presi dalle nostre futili corse e dalla tirannia del tempo, artefici di un mondo inquinato, schiavi della tecnologia che, subdola, c’invitava a stare ore e ore davanti ad uno schermo futilmente.

Ora, invece, siamo noi a servirci della tecnologia per raggiungere chi per necessità è lontano, a guardare il mondo dalla finestra anziché dal finestrino, a vedere la natura riprendersi ciò che le era stato rubato, ad avere tanto tempo libero senza sapere che farne. Così, tra una serie tv e l’altra, ci rifugiamo nei social per condividere attimi di quarantena, per evadere da una situazione così surreale e per mantenere o recuperare rapporti sociali attraverso le videochiamate. Può capitare d’imbattersi in qualche vip che, interagendo con i followers, apre loro la porta della propria casa facendoli sentire parte di una grande famiglia. Gli stessi pazienti guariti, i medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario, sui social raccontano la loro esperienza di lotta contro il virus cogliendo l’occasione per sottolineare l’importanza di stare a casa.

Non mancano poi le occasioni di divertimento: primo fra tutti il mondo dei memes, parola che etimologicamente significa “imitazione” e che venne coniato nel 1976 per indicare un’entità di informazione replicabile. Si tratta, infatti, di un contenuto bizzarro (foto o video nella maggior parte dei casi), che, in poco tempo, si diffonde in maniera virale, allo scopo di divertire gli utenti. Impazza sui social fenomeno “Challenge”: sfide in cui gli utenti si lanciano nelle imprese più disparate, nominando a loro volta altre persone. In questo periodo, consistono perlopiù nel rispondere ad un semplice quiz oppure nella condivisione di un ricordo, una specie di operazione nostalgia 2.0 ai tempi del Coronavirus.

Parlando sempre di sfide anche la scuola è chiamata, su altre piattaforme, ad approcciarsi con un metodo d’insegnamento innovativo, quello della “didattica a distanza”, un bel confronto fra docenti, talvolta fin troppo conservatori e poco avvezzi alla tecnologia, e alunni, che, con le scuole chiuse, probabilmente avrebbero fatto a meno di vedere il faccione dei loro insegnanti. D’altra parte, la didattica a distanza fa sì che la scuola possa far sentire insegnanti e studenti parte di una sola comunità. Una sfida, quella dello smart working, che coinvolge diversi ambiti lavorativi. In questo contesto, alle famiglie è richiesto un atteggiamento di flessibilità e collaborazione reciproca. Talvolta, però, questa sfida diventa difficile da affrontare per cause che vanno dalla disponibilità di strumenti digitali o di adeguati spazi da dividere tra i vari membri della famiglia alla connessione talvolta capricciosa.

Una sfida che, invece, sicuramente coinvolge sia le istituzioni che il singolo cittadino è la lotta alle fake news, notizie presunte vere che diventano virali, generando spesso il panico. Per vincere questa lotta, bisogna, quindi, nutrirsi di una corretta e sana informazione. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha voluto, nei giorni della pandemia da Coronavirus, sottolineare che uno dei pericoli della società globale nell’era dei social è l’infodemia ovvero la circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile individuare fonti affidabili.

In conclusione, il periodo che stiamo attraversando è uno dei più duri a partire dal secondo dopoguerra ma l’isolamento a casa può essere occasione per usare i social come strumento di vicinanza, d’unione, di svago, di lavoro e di giusta informazione, sperando che finisca presto l’emergenza, così potremo tornare a riabbracciarci, scattando magari un bel selfie da condividere sui social.