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Il mito dei Queen: non solo musica

Il film “Bohemian Rhapsody” è uscito nelle sale italiane il 29 novembre 2018. Racconta la vita di Freddie Mercury, star della storica rock band dei Queen: da inserviente all’aeroporto di Heathrow a icona della musica globale.

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Il biopic che, a ventisette anni dalla morte di Freddie Mercury, consacra il talento leggendario dei Queen, nasce dall’esigenza di ricordare la vita dell’artista e il suo essere eccessivo, magnetico, carismatico e rivoluzionario, tanto da ridefinire le regole del rock internazionale, passando da Somebody to Love a Radio Ga Ga, le canzoni più famose.

I rispettivi registi, Bryan Singer e Dexter Fletcher, non solo approfondiscono i periodi critici del gruppo, legati principalmente allo stile sfrenato del protagonista, bensì analizzano, allo stesso modo, i momenti più trionfanti della band, composta da Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon, dal 1970 fino al concerto alla Wembley Arena del 1985.

E’ Rami Malek ad interpretare il complicatissimo ruolo di Freddie, e, oltre a raccontarci della sua insicurezza, del suo disperato bisogno di trovare un’identità, e del suo stato di solitudine, tratta anche della sua produzione musicale; l’attore non si limitò, quindi, a ritrarre Mercury, ma incarnò alla perfezione l’essenza del cantante, descrivendone accuratamente ogni periodo, senza sembrare la sua caricatura.

Perciò dopo aver dimostrato dedizione ed impegno, durante la serata del 24 febbraio, Malek ha vinto l’Oscar come miglior attore protagonista, ottenendo pieno consenso e gradimento da parte del pubblico e della critica cinematografica mondiale; tuttavia non è il primo dei suoi successi, infatti aveva già vinto un Golden Globe, un BAFTA e un premio ai SAG Awards, assegnati dal sindacato degli attori.

Bohemian Rhapsody presenta una colonna sonora ricca di hit storiche, riarrangiamenti alternativi e brani inediti, alcuni tra questi pensati dal team produttivo, che ha ricreato la timbrica e l’estensione del leader dei Queen mixando le voci del protagonista, di Marc Martel e di Freddie Mercury.

Deduciamo, perciò, che la performance dell’attore principale è il frutto di un impegno intenso e articolato, che lo spinse anche a viaggiare per studiare ed analizzare al meglio il ruolo ed il passato tortuoso di Freddie Mercury, così da portare alla memoria dello spettatore anche gli eventi più drammatici; tra questi ricordiamo principalmente la sua difficile vita sessuale, la quale fu deviata dall’Aids, una malattia che lo portò alla morte all’età di soli 45 anni.

Il titolo del film prende spunto dall’omonima canzone, pubblicata il 31 ottobre 1975 come primo estratto dal quarto album in studio A Night at the Opera, la quale ha venduto più di un milione di copie nel gennaio del 1976, aggiudicandosi, in seguito, il record della canzone incisa nel XX secolo più ascoltata di sempre in streaming raggiungendo 1,6 miliardi di riproduzioni.

Bohemian Rhapsody, però, attualmente non influenza solo il mercato della musica e del cinema; difatti, a partire dal 28 marzo, uscirà la versione italiana del libro ufficiale, ovvero un volume di 160 pagine, edito da Epc Editore, che riporta molteplici fotografie, sia a colori che in bianco e nero, scattate sul set e dietro le quinte della pellicola, e altro materiale grafico, nonché citazioni ed interviste ai membri del cast per ripercorrere le lavorazioni del capolavoro cinematografico.

In tal modo il mito della band diventa ancora più interessante e notevole, nonostante i molteplici anni di inattività, descrivendo a bambini, adulti ed anziani una storia che tra musica, storia, cinema e letteratura allo stesso tempo, non verrà mai dimenticata.

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