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“Se vuoi fare grandi cose devi pensare in grande”. Trent’anni senza Enzo Ferrari.

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Il 15 agosto del 1988, viene annunciata al mondo la morte di Enzo Ferrari, dopo aver celebrato il funerale in forma privata. E già, un annuncio inaspettato dopo un giorno dalla morte. Il “Drake”si è distinto anche in questo, è andato via in silenzio. Tra i più grandi italiani del Novecento, intuì sin da giovanissimo, che una macchina poteva essere anche oggetto di lusso, status symbol ed anche per questo era amato dagli americani. È stato: mito, genio ma soprattutto italiano vero. Successi voluti ed ottenuti, grazie al suo senso rivoluzionario, che gli ha permesso di ottenere sempre il massimo.

Il Cavallino Rampante. ”Questo era il simbolo di mio figlio, lo tenga. Le porterà fortuna”, queste le parole della mamma di Francesco Baracca un asso dell’aviazione italiana scomparso durante il primo conflitto mondiale, che usava fissare sui suoi aerei, come segno distintivo, un cavallino rampante. Una vita segnata da tanti episodi, è veramente difficile raccontare la vita di un uomo dalle mille sfaccettature. Sono trascorsi trent’anni dalla sua scomparsa, ma la sua presenza è viva in ogni parte del mondo, un mito, un genio, credo che un italiano così non nascerà mai più.

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