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L’Italia di Mancini è sulla strada giusta

Il giusto mix di giovani e senatori entusiasma gli addetti ai lavori.

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L’Italia allenata dal ct Roberto Mancini supera i primi due test contro Finlandia e Liechtenstein. Il commissario tecnico ha mantenuto l’ossatura della squadra che aveva vinto e convinto a novembre contro la Polonia in Nations League.

Ha brillato Moise Kean, attaccante juventino classe 2000, che è partito dall’inizio in entrambi i match e ha messo la propria firma due volte, siglando il definitivo due a zero che ha messo in ghiaccio il risultato per gli azzurri contro la Finlandia e mettendo a segno il sei a zero finale con cui l’Italia ha battuto il Liechtenstein.

Una certezza ormai la solidità difensiva azzurra, con il capitano Giorgio Chiellini sempre più roccioso e insuperabile, oltre alle buone prestazioni di Bonucci e Romagnoli. Donnarumma contro la Finlandia è rimasto inoperoso per tutta la partita, con l’Italia che ha gestito il match, seppur non regalando grandi trame di gioco, e che si è limitata a tenere il pallone e farlo girare per la maggior parte del tempo.

Ciro Immobile ha fatto una prova di sacrificio probabilmente insufficiente, ma l’attaccante della Lazio si è riscattato con una grande azione personale che ha fatto sbandare la difesa finlandese spalancando la strada al gol di Kean.

Contro il più modesto Lichtenstein Sirigu è stato spettatore non pagante, ma questa volta i ragazzi di Mancini hanno strapazzato gli avversari con un risultato roboante: sono andati a segno Sensi, Verratti, Quagliarella, che ha siglato una doppietta su rigore, diventando il più anziano marcatore nella storia della nazionale italiana a 36 anni e 54 giorni, Kean e infine Pavoletti.

Questa volta, come c’era da aspettarsi, la supremazia italiana è stata evidente per tutta la partita, sia nel gioco ma anche nel risultato, dato che questa è la vittoria con maggiore scarto per la nazionale dal 1962.

Mancini ha ruotato i giocatori in queste due partite per individuare una formazione titolare in vista dei ben più complicati match di giugno contro la Grecia ad Atene e contro la Bosnia all’Allianz Stadium a Torino.

Questa è la strada giusta per la nostra nazionale che sembra in crescendo sia nel rendimento degli interpreti sia nel gioco corale.

 

articolo di Alessandro Di Trento