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Tutti pazzi per Carapaz

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Suo padre gli regalò la prima bici recuperandola da una discarica, ora è il re del Giro d’Italia 2019. Intramontabile Nibali, ottimo Conti, sorpresa Ciccone

Ora so che tutto è possibile”. È un commosso Richard Carapaz a dirlo al termine dell’ultima tappa, davanti ad un’arena di Verona pazza di lui. Lo sono i suoi genitori, la moglie e i figli venuti dall’Ecuador per stare vicino al loro ragazzo di 26 anni in un giorno così speciale; i suoi connazionali con il presidente ecuadoriano che conferirà un’onorificenza al loro  nuovo eroe nazionale. Lo sono tutti perché la “Carapazzia” è un’onda di gioia così contagiosa che è impossibile non farsi travolgere. Quando vieni dalle Ande, cresci a 3000 metri di altitudine da genitori poveri con tuo padre che ti regala una bici blu, la prima, abbandonata in una discarica, ti trasferisci prima nella vicina Colombia e poi oltreoceano in Spagna per seguire la tua passione e diventi il primo ecuadoriano a vincere la maglia rosa ma mantieni l’umiltà e la saggezza che ti hanno aiutato a crescere, ti meriti l’affetto della gente.

Se Carapaz è arrivato primo, a prendersi la piazza d’onore è stato Vincenzo Nibali, seguito da Roglic. Lo sloveno partiva come il favorito assoluto del Giro, ma soddisfazione e un pizzico di rammarico vanno allo Squalo di Messina. Una soddisfazione perché arrivare secondo al Giro d’Italia dopo aver subito un’operazione alla schiena nemmeno un anno fa è un’impresa, un rammarico perché con un primo posto sarebbe stato il più vecchio vincitore della storia di questo grande giro.

Tra i vari “girini italiani” partecipanti quest’anno, menzione speciale merita Valerio Conti che, dopo la straordinaria fuga di San Giovanni Rotondo, ha mantenuto per diverse tappe la maglia rosa, un buon auspicio per il futuro. Chi ha, invece, preso la maglia azzurra come miglior scalatore e l’ha portata fino a Verona è stato il teatino Giulio Ciccone, una bella realtà ciclistica nostrana. Fondamentale sarà ritrovare il miglior Fabio Aru che non ha partecipato al Giro perché in fase di riabilitazione post-intervento ma che domenica parteciperà alla gara di Lugano.

Carapaz è cresciuto con un mito, quello di Marco Pantani, che il 5 Giugno di 20 anni fa dovette abbandonare il Giro d’Italia col la vittoria ormai in pugno. Pantani fu sospeso 15 giorni, ma furono per lui l’inizio di un incubo che culminò nel 2004 quando il suo corpo senza vita venne ritrovato in un residence di Rimini, pare per un’overdose di cocaina e psicofarmaci. Pirata, questa vittoria è anche merito tuo.