Video City & Style

I cyborg del presente

Impianti sottocutanei, braccia prostetiche robotiche e macchine in grado di pensare, fantascienza? Non per molto. Infatti persone che presentano impianti non organici nel loro corpo - i cosiddetti cyborg - esistono già nel nostro presente e non sono molto lontani dall'immaginario comune di qualche decennio fa.

0 77

Basta vedere chiunque abbia un pacemaker. Queste persone non hanno avuto un’esperienza molto lontana da quella di Tony Stark. Entrambi hanno un impianto vicino al cuore che li aiuta a sopravvivere; certo, un pacemaker non sfida le leggi della fisica e della conservazione dell’energia, però è certamente un corpo artificiale creato appositamente per interagire con un sistema organico.

Per quanto gli impianti sottocutanei siano a volte usati a scopo medico per monitorare situazioni che hanno bisogno di un controllo continuo, c’è chi ha voluto intraprendere l’arduo cammino del moderno cyborg tra le mura di casa. Non molto di recente, infatti, sempre più persone studiano modi di creare impianti sottocutanei da sé, con l’aiuto di molta ricerca e preparazione (soprattutto chirurgica e chimica). Tra le “operazioni” compiute da questi scienziati casalinghi sono ormai molto conosciute operazioni come l’impianto di magneti al neodimio nella punta di un dito o di una tag NFC sul dorso della mano.

Per chi non lo sapesse: NFC sta per Near Field Connection, ed è ciò che rende possibile cose come le carte di credito contactless e il pagamento tramite telefono con il solo avvicinamento del dispositivo; questo permette di programmare per gli usi più disparati l’impianto tramite una app: dal reindirizzamento ad un sito o ad un numero di telefono fino alla scrittura di un codice per l’automazione di un comando azionato dal solo tocco.

Per quanto riguarda la piccola calamita entrano in gioco delle interessanti interazioni con il nostro cervello. Questa operazione permette infatti ai soggetti di percepire la corrente elettrica, perché il magnete viene attirato dal campo elettromagnetico creato dalla corrente che passa in un qualsiasi conduttore. Il cervello imparerà così a interpretare quell’ input (il dito che viene attirato dalla corrente) come un senso addizionale: la percezione dei campi elettromagnetici.

In questi ultimi decenni la biomeccanica ha fatto salti da gigante. Ne è prova il fatto che siano già in commercio braccia prostetiche che hanno una articolazione completa e riescono a muoversi grazie all’aiuto di sistemi che rilevano i movimenti dei muscoli tramite sensori di elasticità o flessione. Il sistema riesce quindi a capire quale muscolo stiamo cercando di controllare e muove conseguentemente la protesi. Questa tecnologia non è ancora molto utilizzata, dato l’alto costo; ma grazie a tecnologie come la stampa 3D i costi potrebbero scendere non di poco.

Passando ai robot pensanti, le intelligenze artificiali sono molto più sveglie di quanto possiamo immaginare, e non stiamo parlando dell’assistente Google o Siri che ci rispondo a tono dopo che gli abbiamo fatto una battuta; stiamo parlando di macchine che sono in grado di capire la situazione in cui si trovano, analizzare un problema e risolverlo, esattamente come facciamo noi. Ad esempio sono in sviluppo dei piccoli cubi meccanizzati che sono in grado di comunicare tra di loro. Conoscono la posizione e l’orientamento di tutti gli altri e grazie a queste informazioni possono riposizionarsi in qualsiasi forma si comandi loro, grazie al metodo spiegato in precedenza. Questi piccoli robot possono infatti ruotare sul vertice, girare su se stessi e persino saltare uno sopra l’altro; con questa palette di movimenti e la loro I.A. (intelligenza artificiale) riescono a creare una vera e propria mente alveare, ovvero un gruppo di entità divise che condividono però la stessa coscienza, o in questo caso le stesse informazioni e modo di pensare.

Benvenuti quindi nel futuro, era di biomeccanica e progresso piena di uomini robot, microtecnologie e algoritmi in grado di prendere il controllo dell’umanità. Mettiamoci comodi.

 

 

articolo di Gabriele Saviano

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Note dopo il form dei commenti